• Dott.ssa Alessia Frasson

Vanità e Narcisismo, qual è la differenza?


Diverse volte negli ultimi anni sono giunte da me persone la cui domanda principale è stata:

"Secondo lei io sono

o non sono narcisista?"

Domanda per la quale non c'è una semplice e sbrigativa risposta, e alla fine dell'articolo vi dirò alcune considerazioni sulla base delle mie esperienze professionali.

Innanzitutto mi ha colpito quanto il narcisismo sia utilizzato ultimamente quasi alla stregua di un'offesa.

Non dimentichiamoci che presenta anche delle funzioni adattive: promuove l'interesse verso noi stessi, ci consente di autovalorizzarci e dunque ci permette di sviluppare e mantenere una concezione positiva di noi stessi.

Queste funzioni adattive valgono anche per il concetto di vanità: tutti noi siamo vanitosi in qualche misura.

E' la quantità e la qualità che la rende appropriata o meno a livello sociale.

Spesso dietro alle esagerazioni è possibile identificare una grande inadeguatezza e un'eccessiva ricerca di piacere agli altri per ricavarne soddisfazione e gratificazione.

Per quanto riguarda il narcisista, da alcuni studi è emerso come di solito presenti un grado medio alto di vanità, che tuttavia rimane una delle caratteristiche marginali del quadro patologico.

Ciò che contraddistingue un individuo narcisista è ad esempio la negatività nei comportamenti e negli atteggiamenti riscontrata quando si vedono negata l'attenzione che ritengono di meritare.

Sembrano in apparenza sicuri di sè, ma in realtà sono estremamente insicuri, e la loro autostima è solo di facciata, ma non ha nulla di autentico e profondo.

Proprio per queste ragioni queste persone non sono in grado di intrattenere una relazione e tantomeno di impegnarsi nel mantenerla.

Ciò che li affascina a livello relazionale sono quelli che vengono definiti "giochi" o "ricatti" emotivi, che sono risultati essere la motivazione più forte che li spinge ad intraprendere una relazione.

E dunque, quali sono state le mie considerazioni rispetto a chi mi ha posto la domanda iniziale rispetto all'essere o non essere narcisista?

Molto semplice: tutte le cose si vedono nel tempo.

Partendo dal presupposto che il mio lavoro si basa sullo sviluppo di una relazione terapeutica, torniamo al punto di cui sopra:

una relazione è insostenibile per un individuo narcisista.

Tanto più è insostenibile porsi in un ruolo di "paziente" o "cliente" in una situazione onerosa come quella terapeutica.

Chi invece è riuscito ad intraprendere un percorso e lavora con costanza ed impegno, nel tempo ha rivelato dei tratti di matrice narcisistica positivi e funzionali, e quindi aspetti più legati ad una sana vanità che ad un patologico narcisismo.

* Campbell & Foster (2002)

* Campbell (2001)

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