• Dott.ssa Alessia Frasson

Rivalità?


Quella che può essere definita come competizione tra fratelli o sorelle durante l'infanzia, può diventare in età adulta vera e propria rivalità.

Quelle emozioni di competizione per avere l'approvazione genitoriale infatti, tendono a cristallizzarsi nel tempo in un vissuto molto più negativo, l'invidia.

Spesso l'errore fondamentale che i genitori possono involontariamente commettere, è gettare le basi per l'invidia che una persona può esperire in età adulta.

Infatti sono proprio i genitori tendono ad alimentare il confronto fra fratelli, per poi attivare un meccanismo di protezione nei confronti del figlio che colleziona fallimenti, e perdono di obiettività riservandogli trattamenti "speciali" che fanno sì che la persona si mantenga in quella situazione percependone dei "vantaggi".

Tutte queste protezioni in ogni caso, non vanno a coprire la bassa autostima, le insicurezze e l'inadeguatezza.

Solo lavorando su questi aspetti dall'interno, le situazioni esterne assumono una forma anche completamente diversa.

Parte di questo lavoro profondo è l'accettazione del fatto che i genitori sono esseri umani, non creature al di sopra di ogni errore.

E come persone, si relazionano con ciascun figlio in un maniera unica e differente, ed è naturale che sia così.

Qualsiasi sia la vostra prospettiva, il punto fondamentale

da tenere a mente è che

al cambiare dei nostri atteggiamenti,

cambia tutto ciò che ci circonda.

E' necessario fare i conti con i propri sogni,

i propri desideri, le proprie motivazioni.

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